Jeff Foott, cronista di ghiaccio e roccia, è morto all’età di 80 anni.
Questa premessa si rivelò solida. Foott produsse più di 40 film e collaborò con importanti media come National Geographic, BBC, PBS e Discovery. La sua cinematografia per un episodio di Patagonia di The Living Edens fu nominata per un Emmy. Le sue fotografie apparvero ampiamente, inclusi nei cataloghi di Patagonia, dove la sua capacità di cogliere il contrasto e la sobrietà si distingueva. Una volta affermò che il suo soggetto preferito era “la roccia rossa con neve e ghiaccio bianchi”, una predilezione visibile molto prima che apparisse la sua firma.
Rimase un attento osservatore dei cambiamenti. Scrivendo sui pika americani, notò che “il problema più grande… è riuscire a conservare abbastanza cibo per l’inverno,” una frase semplice che portava il peso dei periodi estivi in riscaldamento. Alla fine della sua vita, rispondendo a cosa sperasse che le persone sapessero di lui un secolo dopo, rispose senza esitazione: “Non avrebbe avuto nulla a che fare con l’arrampicata. Mi piacerebbe che sapessero che c’erano alcune persone sul pianeta che si preoccupavano e cercavano di fare qualcosa per i cambiamenti climatici, la democrazia, tutto ciò che ci sta a cuore.”
Passò i suoi ultimi anni esplorando i canyon intorno a Castle Valley, Utah, spesso in inverno, adottando precauzioni apprese a modo suo decenni prima in una spedizione in Cina, dove un’valanga uccise un compagno. Notò che c’era meno ghiaccio ora. Il fiume si congelava meno frequentemente. Le fotografie divennero documenti di come il mondo stava cambiando.
Foott ha fatto il suo appello in modo indiretto. Ha preferito mostrare e confidare che la chiarezza potesse avere ancora delle conseguenze.
Per ulteriori informazioni, consulta le fonti ufficiali qui: National Geographic, BBC, PBS.
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