Jeff Foott, cronista di ghiaccio e roccia, è morto all’età di 80 anni.
Jeff Foott è scomparso il 3 dicembre, a 80 anni, a causa di una rara forma di leucemia. Era un alpinista, naturalista e fotografo il cui lavoro ha contribuito a plasmare la percezione del wilderness e della fauna selvatica di un pubblico di massa, specialmente in un momento in cui questi temi erano ancora considerati marginali. La sua strada verso questa professione è stata anomala, anche secondo gli standard del suo tempo.
Da adolescente a Berkeley, alla fine degli anni ’50, lavorò nello Ski Hut accanto a alpinisti che sarebbero diventati celebri nella storia del Yosemite. Montava ganci per Chouinard Equipment in cambio di attrezzatura e trascorreva lunghi periodi vivendo in modo semplice per poter rimanere in montagna. Per un certo periodo, fu il primo ranger per il soccorso nel Yosemite, un incarico che richiedeva solidità più che audacia. Gli amici lo descrivevano come una persona con credenziali insolite per un’epoca ribelle: Eagle Scout, cintura nera di judo, e disposto a studiare per gli esami universitari viaggiando su un treno merci di ritorno dalle colline.
Dopo aver conseguito una laurea in biologia marina presso la San Jose State University, lavorò ai Moss Landing Marine Laboratories, concentrandosi sulle lontre marine. Guidò scalate per Exum a Jackson, prestò servizio nella pattuglia sciistica a Jackson Hole e partecipò ai lavori di controllo delle valanghe. Per lui, la fotografia entrò nella sua vita più come strumento che come arte; credeva ingenuamente che mostrare come vivevano gli animali avrebbe potuto salvarli.
