Smog a Palermo: livelli oltre i limiti, la città tra le più inquinate d’Italia
La lentezza nella riduzione degli inquinanti preoccupa Legambiente. Analizzando i dati di PM10 dal 2011 al 2025, Palermo e Ragusa registrano una media di 28 µg/m³ e potrebbero restare tra i 23 e i 27 µg/m³ entro il 2030, rischiando di superare il nuovo limite di 20 µg/m³.
A gennaio 2026 la Commissione europea ha avviato una nuova procedura di infrazione contro l’Italia per mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. Per Palermo e Catania, la Regione Siciliana ha richiesto ai Comuni di aggiornare i Piani di tutela dell’aria e attuare interventi urgenti per ridurre le emissioni.
Tommaso Castronovo, presidente di Legambiente Sicilia, sottolinea: “Abbiamo meno di quattro anni per rientrare nei limiti europei al 2030. Serve potenziare trasporto pubblico, estendere ZTL, realizzare strade a 30 km/h e ampliare reti ciclopedonali. Solo così possiamo garantire aria più pulita e città più sicure”.
Giuseppe Riccobene, delegato alla Mobilità Sostenibile, denuncia l’inerzia: “Ingenti fondi pubblici vengono dispersi senza una strategia, continuando a favorire l’auto privata. La mobilità sostenibile non è più un’opzione, ma una necessità”.
Le proposte di Legambiente per il 2030 riguardano sei ambiti: mobilità sostenibile, riscaldamento ed edifici, riduzione emissioni industriali, agricoltura e allevamenti, risorse e coordinamento, e monitoraggio delle centraline e sensori per inquinanti emergenti.
Se attuate, queste misure potrebbero permettere a Palermo e alle altre città siciliane di ridurre significativamente PM10, PM2.5 e NO₂, migliorando la salute dei cittadini e la vivibilità urbana.
