Smog a Palermo: livelli oltre i limiti, la città tra le più inquinate d’Italia
Guardando al 2030, quando entreranno in vigore i nuovi limiti europei (20 µg/m³ per PM10, 20 µg/m³ per NO₂ e 10 µg/m³ per PM2.5), l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi. Se applicati oggi, il 53% delle città sarebbe fuori legge per il PM10, il 73% per il PM2.5 e il 38% per il NO₂.
Le tre città metropolitane siciliane – Palermo, Catania e Messina – dovranno ridurre le concentrazioni di NO₂ rispettivamente del 39%, 33% e 26% per rispettare i nuovi limiti europei. Le principali fonti di NO₂ sono i processi di combustione, in particolare il traffico veicolare, soprattutto diesel, seguito da impianti di riscaldamento civili, industriali e attività portuali.
L’esposizione al biossido di azoto ha effetti rilevanti sulla salute: irrita le vie respiratorie, riduce la funzionalità polmonare e aumenta il rischio di asma, bronchiti e altre patologie respiratorie, soprattutto nei bambini e negli anziani. Anche a concentrazioni inferiori ai limiti legali, l’NO₂ è associato a maggiori ospedalizzazioni e mortalità per cause cardiopolmonari e contribuisce alla formazione di ozono troposferico e particolato secondario. Nel 2023, le morti premature attribuibili all’esposizione a NO₂ sono state 106 a Palermo, 92 a Catania e 9 a Messina.

