Niscemi, nuovi crolli, si allarga la zona rossa: vietato l’accesso alle campagne
L’emergenza frana a Niscemi continua ad aggravarsi. Nelle ultime ore è stato disposto l’allargamento della zona rossa verso valle, con un’estensione significativa delle aree interdette al pubblico. La decisione è stata confermata dal sindaco Massimiliano Conti durante una riunione in Prefettura, alla luce dei nuovi dati tecnici emersi sullo stato di instabilità del territorio.
Con un’ordinanza il primo cittadino ha inibito l’accesso a un’area di circa quattro chilometri quadrati comprendente campagne, poderi, casolari e abitazioni rurali situate a valle del fronte franoso. A partire da oggi, il perimetro sarà delimitato con l’installazione di transenne per impedire ogni forma di accesso non autorizzato.
«Si è resa necessaria un’ulteriore ordinanza di inibizione totale dell’area a valle», ha spiegato il vicesindaco Pietro Stimolo, sottolineando come le nuove valutazioni tecniche abbiano evidenziato un rischio crescente per la sicurezza dei cittadini. Al momento, secondo quanto riferito dal Comune, non sono pervenute richieste di recupero di beni da parte delle aziende presenti nella zona interdetta.
Emergenza abitativa: il Comune cerca alloggi per gli sfollati
Parallelamente all’ampliamento della zona rossa, l’Amministrazione comunale ha avviato una procedura per far fronte all’emergenza abitativa. È stato pubblicato un avviso pubblico finalizzato alla ricerca di immobili disponibili per la locazione o la vendita, destinati ad accogliere temporaneamente o stabilmente i nuclei familiari sfollati.
L’iniziativa punta a censire abitazioni idonee presenti sul territorio, al fine di garantire soluzioni rapide a chi ha dovuto lasciare la propria casa. I proprietari interessati sono invitati a comunicare tipologia, dati catastali, dimensioni e condizioni strutturali degli immobili.
Le manifestazioni di disponibilità hanno carattere puramente ricognitivo e non vincolano l’amministrazione. Le domande possono essere presentate presso l’Ufficio Protocollo Generale del Comune oppure inviate tramite posta elettronica certificata all’indirizzo [email protected]
L’obiettivo è creare una banca dati di alloggi pronti all’uso, in modo da affrontare con maggiore efficacia una situazione che rischia di protrarsi nel tempo.
Scuola e disagi per le famiglie: chiesta la proroga delle iscrizioni
L’emergenza sta producendo ripercussioni anche sul sistema scolastico. Con una nota ufficiale, l’Associazione nazionale presidi (Anp) ha chiesto al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara una proroga dei termini per le iscrizioni alle scuole per l’anno scolastico 2026/2027, limitatamente al territorio di Niscemi.
Il presidente dell’Anp, Antonello Giannelli, ha inviato una lettera al ministro per segnalare le difficoltà vissute dalle famiglie a seguito degli eventi franosi. Secondo l’associazione, molte persone si trovano in condizioni di forte disagio, con problemi logistici, abitativi e organizzativi che rendono complicato partecipare alle attività di orientamento e procedere serenamente alle iscrizioni.
La richiesta al Ministero mira a garantire il pieno esercizio del diritto allo studio, evitando che le famiglie colpite dalla frana subiscano ulteriori penalizzazioni. Una proroga dei termini permetterebbe agli studenti di scegliere con maggiore consapevolezza il proprio percorso formativo, senza la pressione delle scadenze.
La situazione a Niscemi resta delicata e in continua evoluzione. La comunità attende ora risposte strutturali e interventi duraturi per superare una crisi che ha profondamente segnato il territorio.Continuano i cedimenti nell’area colpita dalla frana di Niscemi, dove nelle ultime ore si sono registrati nuovi crolli a ridosso della biblioteca privata “Angelo Marsiano”, un edificio da tempo in bilico che custodisce oltre quattromila volumi storici, rappresentando un patrimonio culturale di grande valore per la comunità.
Le piogge intense che si sono abbattute sulla città durante la notte hanno ulteriormente aggravato una situazione già critica, favorendo nuovi smottamenti lungo il fronte della frana. La zona più colpita resta il quartiere Sante Croci, dove nei giorni scorsi era già crollata una palazzina di tre piani, simbolo della gravità dell’emergenza in corso.
Lavori in corso e viabilità sotto osservazione
Parallelamente all’emergenza, proseguono i lavori per garantire collegamenti alternativi al centro abitato. Il Genio Militare, durante una riunione del centro di coordinamento soccorsi tenutasi a Caltanissetta e presieduta dal prefetto Licia Messina, ha comunicato il completamento delle operazioni preparatorie per l’asfaltatura di circa tre chilometri di viabilità secondaria.
Il prefetto ha inoltre disposto l’intensificazione del trasporto dei materiali necessari alla pavimentazione delle strade, per accelerare i tempi degli interventi. Il capo dell’ufficio tecnico provinciale ha annunciato il completamento dei lavori di rifacimento della segnaletica lungo la Strada Provinciale 11, attualmente l’unica arteria percorribile per raggiungere Niscemi.
La Provincia regionale ha inoltre individuato altre due strade strategiche, la Sp 82 e la Sp 35, sulle quali avviare interventi di messa in sicurezza. Le planimetrie sono già pronte, mentre l’avvio dei lavori resta in attesa dell’autorizzazione della cabina di regia.
Assistenza alla popolazione e dibattito politico
Prosegue anche l’attività di supporto ai cittadini colpiti dalla frana. Secondo quanto comunicato dal sindaco Massimiliano Conti, sono 371 le richieste di contributi per assistenza e ristoro già presentate sulla piattaforma dedicata. Continuano inoltre le operazioni per consentire il recupero degli effetti personali dalle abitazioni evacuate: nella sola giornata di ieri sono stati assistiti 63 residenti, portando il totale a 804 persone.
Sul fronte della sicurezza, l’Esercito italiano, nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, opera insieme ai Carabinieri per garantire il controllo della “Zona Rossa” e la tutela delle abitazioni sgomberate. L’obiettivo è prevenire accessi non autorizzati e assicurare la protezione dei beni lasciati nelle case evacuate.
