Nuovo accordo controverso in Suriname mette a rischio la biodiversità dell’Amazzonia.

Nuovo accordo controverso in Suriname mette a rischio la biodiversità dell’Amazzonia.

Le controversie sui contratti

Non è la prima volta che il governo surinamese tenti di sviluppare grandi progetti di agribusiness nella zona amazzonica. Nel 2023, il controllo di oltre 500.000 ettari è stato trasferito dall’agenzia forestale al ministero dell’Agricoltura, con l’intento di sviluppare progetti agricoli per i settori pubblico e privato. Questo ha generato una forte opposizione, poiché i critici sottolineano l’importanza di mantenere intatta la copertura forestale, che raggiunge il 93%.

Dallo scorso anno, il nuovo governo guidato da Jennifer Geerlings-Simons ha mostrato la volontà di porre rimedio a questi accordi, ma non sono state adottate misure concrete per fermare le attività di disboscamento iniziate dal governo precedente. “Nessuno sa cosa stia succedendo”, ha dichiarato Erlan Sleur, biologo e presidente dell’ONG ambientale ProBios, riguardo alla confusione che regna intorno ai contratti di sfruttamento della terra.

La mancanza di comunicazione tra agenzie

Parte del problema sembra derivare da disguidi tra le agenzie governative e dalla mancata osservanza dei protocolli ambientali standard. Infatti, i progetti che coinvolgono il deperimento delle terre in Suriname dovrebbero ricevere l’approvazione dalla Foundation for Forest Management and Production Control (SBB), un ente governativo preposto alla gestione forestale sostenibile. Purtroppo, questo non è avvenuto per l’area sviluppata da Suriname Green Energy Agriculture.

Funzionari dell’SBB sono rimasti sorpresi dal contratto, secondo quanto emerso dalle email interne. Alcuni alti funzionari hanno espresso frustrazione per l’esclusione del loro ente dal processo standard, insinuando che l’amministrazione precedente avesse intenzionalmente aggirato l’SBB per evitare un rifiuto del progetto.


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