Aumenta l’attenzione sul contratto minerario DRC-US, mentre altri paesi africani aderiscono.

Aumenta l’attenzione sul contratto minerario DRC-US, mentre altri paesi africani aderiscono.

Questo mese, un vertice globale sui minerali organizzato dagli Stati Uniti segna un’accelerazione degli sforzi dell’amministrazione Trump per ridurre la dipendenza dalla Cina riguardo ai minerali critici. Nel contesto di questo summit a Washington, Guinea e Marocco hanno firmato accordi distinti con gli Stati Uniti, mentre l’accordo precedente con la Repubblica Democratica del Congo (RDC), siglato a dicembre, è stato oggetto di crescenti preoccupazioni domestiche. La RDC, che detiene oltre il 70% delle riserve mondiali di cobalto, è emersa come un partner strategico chiave per gli Stati Uniti, ma le associazioni della società civile avvertono che il nuovo accordo mineralogico tende a privilegiare la geopolitica a discapito dei diritti umani, della protezione ambientale e della trasparenza. L’insicurezza persistente nell’est della RDC solleva interrogativi circa il legame tra gli sforzi degli Stati Uniti per la costruzione della pace e i guadagni economici nell’area.

Il Vertice sui Minerali Critici

Il 4 febbraio, gli Stati Uniti hanno ospitato il Ministerial Critical Minerals, un summit che ha riunito delegazioni provenienti da oltre 50 paesi, inclusi sette paesi africani, con l’obiettivo di garantire l’accesso ai minerali critici utilizzati in tutto, dalle auto elettriche ai semiconduttori. Presente al summit, la Guinea, nazione dell’Africa Occidentale ricca di bauxite e ferro, ha firmato un memorandum d’intesa con gli Stati Uniti il 5 febbraio. Anche il Marocco ha siglato un MoU con gli Stati Uniti durante il vertice, entrando a far parte di un numero sempre crescente di paesi africani che hanno intrapreso simili accordi negli ultimi mesi. A dicembre, la RDC e il Ruanda hanno firmato accordi di partenariato con gli Stati Uniti.


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