Niscemi, la frana “annunciata”: allarmi ignorati e soldi mai spesi, il dossier del 2022
La situazione è drammatica. A causa degli eventi franosi scatenati da forti piogge, in particolare quelle associate all’ondata di maltempo recente, oltre 1.300 persone sono state costrette a lasciare le loro case e si teme che il dissesto possa continuare a evolversi.
Le autorità di protezione civile mantengono costanti i monitoraggi, ma la frana è ancora attiva e i rischi per infrastrutture, abitazioni e popolazione restano molto elevati.
A complicare ulteriormente la situazione, il comune di Niscemi non dispone di un depuratore delle acque reflue, con scarichi che finiscono direttamente nei corsi d’acqua. Questo ha portato l’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia ad emettere un divieto di immissione di acque nere nei corsi d’acqua per salvaguardare l’ecosistema e la funzionalità idraulica dei territori.
La situazione sanitaria e ambientale è quindi un altro fronte critico che si somma all’emergenza geologica. La frana di Niscemi non è un’emergenza improvvisa, bensì il risultato di anni di avvertimenti tecnici, segnali di dissesto e aggiornamenti ufficiali del rischio idrogeologico che non sono stati trasformati in azioni preventive efficaci.
