Niscemi, la frana “annunciata”: allarmi ignorati e soldi mai spesi, il dossier del 2022
Intervistato dall’AGI, il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha voluto chiarire la posizione dell’amministrazione comunale: “Ho sempre relazionato alle autorità. Finalmente nel 2025 sono riuscito a farmi dare i finanziamenti della fase 2 e della fase 3. Ho messo in campo ogni azione necessaria. In questo finanziamento c’era anche l’abbattimento delle case che dovevano essere demolite dopo la frana del 1997. Abbiamo lavorato, abbiamo chiesto e abbiamo ottenuto. I finanziamenti li ho chiesti e li ho ottenuti purtroppo dopo tutto questo tempo. Quando mi dicono che è stato aperto un fascicolo doveroso e necessario (per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana da parte della procura di Gela, ndr.), noi ci sentiamo parte lesa. Dopo la frana del 16 gennaio scorso, c’era un sistema di monitoraggio”.
Le dichiarazioni del sindaco evidenziano come, a suo dire, l’amministrazione abbia agito correttamente per ottenere finanziamenti e monitorare la situazione, pur in un contesto complicato da anni di ritardi e criticità storiche.
Finanziamenti annunciati, cantieri mai aperti
La storia di Niscemi è anche segnata da finanziamenti pubblici destinati a mitigare il rischio idrogeologico che non sono mai stati spesi. Tra questi, nel 2014 vennero stanziati 9 milioni di euro per la sistemazione del torrente Benefizio, ma l’opera fu bloccata da un contenzioso tra imprese e il finanziamento venne infine revocato, per essere parzialmente utilizzato per demolire edifici pericolanti a seguito di frane precedenti.
Altri fondi, compresi stanziamenti regionali per progettazioni e interventi legati all’aggiornamento del P.A.I., risultano anch’essi non spesi nei tempi previsti o rimasti fermi nelle procedure burocratiche, senza portare a opere concrete di consolidamento del versante.
