Giustizia in Sicilia, allarme sulle mafie, devianza minorile e riforma

Giustizia in Sicilia, allarme sulle mafie, devianza minorile e riforma

Nel distretto di Palermo, il presidente della Corte d’Appello Matteo Frasca ha concentrato il suo intervento sul dibattito legato alla riforma della giustizia e al referendum.

Frasca ha denunciato una campagna caratterizzata da toni populistici e aggressivi nei confronti della magistratura, favorita dalla difficoltà di spiegare all’elettorato i contenuti tecnici della riforma. Secondo il magistrato, la mancanza di un vero confronto parlamentare ha alimentato disinformazione e semplificazioni.

Particolare critica è stata rivolta all’uso strumentale delle figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Frasca ha ricordato che Falcone aveva proposto il tema della separazione delle carriere come oggetto di confronto tecnico, senza sostenerlo in modo assoluto, mentre Borsellino si era espresso chiaramente contro tale riforma.

Il presidente ha inoltre denunciato un dibattito “avvelenato”, basato su slogan suggestivi, ricerca di sponsor illustri e decontestualizzazioni storiche, che rischia di compromettere la qualità del confronto democratico.

Un sistema sotto pressione tra criminalità, risorse limitate e sfide sociali

Dalle relazioni presentate emerge un sistema giudiziario siciliano fortemente sotto pressione. La lotta alle mafie, le indagini sulle stragi, la gestione di processi complessi, l’emergenza minorile e il confronto sulla riforma della giustizia si intrecciano in un contesto segnato da carenze strutturali e scarsità di risorse.

I magistrati concordano sulla necessità di un impegno straordinario, di investimenti adeguati e di una collaborazione più efficace tra istituzioni, scuola, servizi sociali e territorio, per affrontare in modo sistemico le criticità che continuano a colpire la Sicilia.

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