Giustizia in Sicilia, allarme sulle mafie, devianza minorile e riforma
Il procuratore generale di Caltanissetta, Fabio D’Anna, ha ribadito che le indagini sulle stragi mafiose del 1992-1993 rappresentano una priorità assoluta per il distretto. Per competenza funzionale, infatti, l’ufficio è chiamato a occuparsi delle vicende che coinvolsero i magistrati del distretto di Palermo, un’attività considerata di importanza fondamentale per la memoria e la giustizia del Paese.
D’Anna ha evidenziato un sensibile aumento dei procedimenti per associazione di stampo mafioso, saliti a 116, di cui 32 legati al traffico di stupefacenti. Un dato che conferma come Cosa Nostra continui a rappresentare il principale riferimento criminale nel territorio, pur avendo modificato le proprie strategie. Le organizzazioni, infatti, tendono oggi ad abbandonare la violenza esplicita per infiltrarsi silenziosamente nel tessuto economico, soprattutto nei settori degli appalti, dell’edilizia, dell’agricoltura e della gestione dei rifiuti.
Particolarmente preoccupante resta la situazione dell’area di Gela, dove coesistono più gruppi mafiosi dotati di elevata pericolosità, caratterizzati da una forte propensione alla violenza e da un’ampia disponibilità di armi, anche da guerra.
