Francis Hallé: il botanico che esplorò la cima della foresta pluviale in zattera.
Il botanico al centro di questo progetto non aveva particolare gusto per titoli altisonanti. Quando gli veniva chiesto se fosse un esploratore, rispondeva con una semplice negazione, “No, no, no, botanico è più che sufficiente per me.” Aggiungeva che “la vita è troppo breve per un botanico,” come se il soggetto non potesse mai essere esaurito. Questo rifletteva la sua visione delle piante come un vasto argomento, largamente inesplorato, e della propria attenzione come una risorsa scarsa, facilmente spesa altrove.
Francis Hallé, scomparso il 31 dicembre 2025 a Montpellier, ha trascorso decenni a esortare le persone a guardare in alto e ad osservare con maggiore attenzione. Era un botanico, biologo e illustratore, ex professore all’Istituto di Botanica dell’Università di Montpellier, e un esperto di ecologia delle foreste tropicali e di quella che definiva “architettura degli alberi.” Questa disciplina, plasmata dall’esperienza sul campo, mirava a risolvere un’antica frustrazione nella botanica tropicale: la difficoltà nel riconoscere i giganti quando i loro fiori erano inaccessibili. Così, riusciva a identificare gli alberi in base al modo in cui crescevano e si ramificavano.
