Francis Hallé: il botanico che esplorò la cima della foresta pluviale in zattera.
Esplorando L’Inaccessibile
In molte foreste, l’occhio del visitatore si concentra su ciò che è raggiungibile. Il tronco può essere misurato, le foglie possono essere raccolte e un campione può essere essiccato e archivato. Tuttavia, la maggior parte della vita in una foresta pluviale tropicale si trova sospesa sopra la testa, in una zona di luce, vento e scambi costanti. Per gran parte del XX secolo, questo mondo superiore è rimasto vuoto nella mappa della biologia, non per mancanza di curiosità, ma per un problema pratico: era difficile lavorare dove non si poteva stare in piedi.
La scienza avanza spesso quando qualcuno affronta un ostacolo logistico come una sfida intellettuale. Negli anni ’80, un gruppo di ricercatori e ingegneri ha ideato un metodo per portare un laboratorio nella chioma stessa. Un pallone poteva sollevare una piattaforma, posandola sulle cime degli alberi, e permettendo agli scienziati di muoversi e osservare senza dover abbattere gli alberi. Pur non essendo particolarmente glamorosa nella sua intenzione, l’immagine di una zattera tra le chiome è rimasta impressa nella memoria collettiva. Questo approccio ha svelato un strato della foresta che era stato descritto più di quanto fosse stato esaminato.
