Aumenta l’attenzione sul contratto minerario DRC-US, mentre altri paesi africani aderiscono.
L’analisi di questo accordo mette in discussione la reale utilità per la popolazione della RDC, evidenziando la mancanza di garanzie ambientali. Jean-Claude Mputu, portavoce di un’organizzazione di società civile, ha affermato che “si tratta di una corsa ai minerali a qualsiasi costo”. Con oltre il 70% delle riserve globali di cobalto conosciute, la RDC cerca di posizionarsi come attore chiave nella transizione mondiale verso l’energia pulita. La situazione rimane complessa, con oltre il 90% del potenziale minerario del paese ancora da sfruttare, per un valore stimato di oltre $25 trilioni.
Dopo la firma dell’accordo, i conflitti nell’est della RDC non sono cessati. La situazione di instabilità ha portato a un escalation delle violenze e a attentati in altre province. La gestione delle risorse minerarie, quindi, si intreccia con le dinamiche geopolitiche e la necessità di proteggere i diritti umani e l’ambiente. Nei prossimi mesi sarà cruciale osservare come si evolverà questa strategia e quale impatto avrà sulla vita delle comunità locali.
Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare le fonti ufficiali come il sito del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e il Ministero delle Miniere della RDC.
Immagine di copertura: Miniere artigianali di cobalto nella RDC, immagine per gentile concessione di Afrewatch 2020. CC BY-NC-ND 2.0.
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