La voce che incide maggiormente sul bilancio mensile è l’affitto. In molte realtà urbane anche un piccolo appartamento può costare oltre la metà del reddito disponibile. A questo si aggiungono luce, gas, acqua e rifiuti, che riducono ulteriormente la disponibilità economica. Con risorse così limitate, basta un aumento delle tariffe o una spesa imprevista per mettere in seria difficoltà chi vive con un reddito minimo.
Mangiare in modo sano ed equilibrato diventa spesso un lusso. Chi vive con 700 euro al mese è costretto a selezionare con attenzione ciò che acquista, privilegiando prodotti in offerta e rinunciando frequentemente a cibi di qualità come pesce fresco o alimenti biologici. Anche le spese per abbigliamento, trasporti e tempo libero vengono drasticamente ridotte, con un impatto evidente sulla qualità della vita.
Una delle difficoltà maggiori è l’assenza di un margine per le emergenze. Una visita specialistica, una cura dentistica o una semplice riparazione domestica possono diventare un problema serio. Questo costringe molte persone a cercare lavori extra o a vivere in una costante condizione di precarietà, con il timore che un imprevisto possa compromettere l’equilibrio economico già fragile.
La possibilità di vivere con 700 euro al mese cambia notevolmente in base alla zona geografica. In alcune aree del Sud Italia il costo della vita è più contenuto e consente una gestione più sostenibile del bilancio mensile. Città meno grandi e meno turistiche offrono affitti più bassi e ritmi di vita più lenti, rendendo questa cifra meno penalizzante rispetto alle metropoli del Nord.
