Una città francese riduce l’inquinamento marino e fa rinascere la prateria di fanerogame.
Negli ultimi decenni del XX secolo, le praterie di Posidonia avevano subito un grave degrado, specialmente attorno a Marsiglia, una città con una popolazione di circa due milioni di abitanti. Fino al 1987, Marsiglia scaricava acque reflue non trattate nella baia, contribuendo alla perdita della biomassa di erba di Posidonia, a causa di inquinamento e interventi costruttivi costieri.
La situazione è cambiata drasticamente con l’attivazione di un impianto di trattamento delle acque che ha rimosso la maggior parte dei contaminanti e con l’implementazione di leggi che hanno protetto l’erba di Posidonia come specie marina a rischio.
Monitoraggio e risultati
Per valutare l’impatto di queste misure, Astruch e il suo team hanno analizzato dati raccolti già nel 1986, utilizzando marker di cemento per identificare due aree di studio, denominate “quadrat”, dove misurare la copertura dell’erba marina. Negli anni successivi, le osservazioni hanno rivelato una chiara tendenza al recupero. In uno dei quadrat, la copertura è salita dal 47% nel 1986 al 94% nel 2025, mentre nell’altro si è passati dal 6% all’81%.
Questo studio di quaranta anni rappresenta un valido esempio di come le praterie di Posidonia possano recuperare quasi completamente una volta rimosse le pressioni antropiche, come confermato dalla ricercatrice Maria Salomidi dell’Istituto di Oceanografia del Centro di Ricerca Marina Ellenico in Grecia.
