Tanta biodiversità, ma scarse risposte per la conservazione: una sfida urgente.

Tanta biodiversità, ma scarse risposte per la conservazione: una sfida urgente.

La dimensione della raccolta di dati illustra questo cambiamento. Le banche dati globali sulla biodiversità incorporano milioni di osservazioni provenienti da scienziati cittadini, collezioni museali, campionamenti di DNA ambientale e sensori automatizzati. Il Global Biodiversity Information Facility (GBIF), ad esempio, aggiunge centinaia di milioni di registrazioni di specie ogni anno, provenienti da fonti varie come app per il birdwatching e valutazioni di impatto ambientale.

In linea di principio, questa abbondanza apre nuove possibilità. Il DNA ambientale consente ai ricercatori di rilevare specie dai resti lasciati nel suolo o nell’acqua, mentre i sensori acustici possono registrare interi paesaggi sonori, con sistemi di apprendimento automatico in grado di identificare automaticamente i richiami degli animali. La rilevazione remota monitora la deforestazione e i cambiamenti negli habitat in tempo quasi reale—anche in giornate nuvolose. Questi sistemi possono potenzialmente misurare la biodiversità in modi impensabili solo un decennio fa.


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