Comunità Energetiche Rinnovabili: il futuro dell’energia condivisa in Sicilia

Comunità Energetiche Rinnovabili: il futuro dell’energia condivisa in Sicilia

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di comunità energetiche rinnovabili (CER), uno strumento innovativo che permette a cittadini, imprese ed enti pubblici di produrre e condividere energia.

Una comunità energetica rinnovabile (CER) è un insieme di enti pubblici e/o privati che si riuniscono per produrre e consumare energia insieme. Il termine “rinnovabile” lascia intendere che l’energia prodotta e consumata dai membri della CER proviene da fonti rinnovabili, con particolare riferimento all’energia solare (fotovoltaico).

La Direttiva (UE) 2018/2001 è la base per la normativa europea della transizione energetica, che introduce le comunità energetiche e il cui obiettivo principale è la stabilizzazione di un quadro comune per aumentare la quota di energie rinnovabili (e portarla a raggiungere più del 32% dell’energia prodotta entro il 2030). Il recepimento italiano è espresso nel Decreto Legislativo n.199, 8 novembre 2021, che mette in pratica quanto detto nella direttiva europea.

La creazione di una CER prevede un iter di implementazione: è necessaria una preventiva analisi di fattibilità per studiare i carichi e mappare le superfici, successivamente si sceglie la forma giuridica sotto la quale amministrare una CER e si stipula un atto costitutivo firmato da tutti i membri. Infine, dopo aver registrato la comunità energetica al portale GSE (gestore dei servizi energetici) e aver richiesto eventuali incentivi, si installano gli impianti e si connettono alla rete nazionale. L’architettura tecnica di una CER prevede che tutti i singoli impianti, che non possono superare 1MW di potenza ciascuno, devono essere allacciati alla stessa cabina primaria (AT/MT).

Tutte le comunità energetiche si basano sugli stessi principi: socialità, salvaguardia dell’ambiente e beneficio economico. Socialità perché una CER nasce per aiutarsi a vicenda, utilizzando l’energia prodotta insieme. L’energia condivisa genera incentivi che rimangono all’interno della comunità e che quindi vengono distribuiti tra i membri della stessa. È di rilievo il fatto che il coinvolgimento di famiglie in povertà energetica rafforza il progetto, rendendo quello di una CER un progetto molto inclusivo.

Una realtà che riduce notevolmente la produzione da fonti fossili

La produzione di energia da fonti rinnovabili riduce notevolmente la produzione da fonti fossili e la conseguente emissione di gas inquinanti (primo tra tutti l’anidride carbonica), da qui si evidenzia la salvaguardia dell’ambiente. Inoltre, posto il fatto che tutti gli impianti devono essere collegati alla stessa cabina primaria, l’energia non percorre lunghe distanze e quindi le perdite di linea sono molto minori rispetto alla trasmissione su lunghe distanze.

Parlando di benefici economici è d’obbligo specificare che l’obiettivo di una comunità energetica non è il lucro. Il risparmio diretto in una CER deriva dall’energia prodotta localmente e consumata nello stesso momento dai membri della comunità riducendo o annullando quella scambiata con la rete. Le dipendenze da fornitori esterni sono quindi notevolmente ridotte, infatti quando nel 2022 scoppiò la guerra in Ucraina i prezzi dell’energia sono notevolmente aumentati e chi faceva già parte di una comunità energetica non ha risentito di questo rincaro.

Un ulteriore beneficio economico deriva dal fatto che, nel caso in cui la quota di energia prodotta sia superiore alla quota di energia consumata dai membri, l’eccedenza viene ceduta alla rete e ciò rende i produttori della CER anche utenti attivi della rete, che vengono remunerati dallo stato.

Per studiare il valore attuale netto di una CER analizziamo un grafico ipotetico che ne rappresenta l’andamento economico. Si evince un investimento iniziale di 200.000€. Nel corso degli anni, con gli incentivi provenienti dal GSE e con il fatto che a parità di energia le bollette hanno un costo minore, si arriva al payback time (ossia il momento in cui si rientra nelle spese di investimento). Il valore netto continua a salire spiegando il guadagno dei membri della comunità

nota: il grafico non tiene conto del PUN variabile. Il Prezzo Unico Nazionale dell’energia cambia ogni giorno, è improbabile che la crescita economica sia così lineare

In Italia si contano 212 comunità energetiche, per le quali sono stati stanziati 795,5 milioni di euro dal PNRR (stando ai dati risalenti a novembre 2025). In Sicilia risultano 73 comunità energetiche attive, ponendo la regione al terzo posto per numero di CER attive dietro a Lombardia e Piemonte. Questo perché le condizioni climatiche sono molto favorevoli alla produzione di energia solare, in più l’irraggiamento medio annuo è di circa 1800 kWh/m^2/anno.

La prima CER siciliana riconosciuta si trova nel comune di Ferla (SR) e nasce il 19 Maggio 2021 con il nome di “CommOn Light” dopo la stipula di un atto costitutivo fatto di 9 articoli che spiegano lo statuto della comunità e firmato da tutti i membri della comunità. La Regione Sicilia ha versato un contributo di 11.483,2€ per l’iter di implementazione. Con l’incentivo regionale sono state affrontate le spese legali, amministrative, lo studio di fattibilità e le pratiche GSE.

L’evoluzione della comunità energetica di Ferla ha visto un primo impianto fotovoltaico da circa 20 kW installato sul palazzo comunale come nucleo iniziale del progetto. Successivamente la comunità ha ampliato la propria capacità totale, fino a contare 6 impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di 311 kW.

Le comunità energetiche rinnovabili non sono più un’idea del futuro, ma una realtà già presente anche in Sicilia. In un contesto segnato da costi energetici elevati e crescente attenzione all’ambiente, le CER rappresentano un’opportunità concreta per cittadini e territori. Esperienze come quella di Ferla dimostrano che produrre e condividere energia è possibile, con benefici sociali ed economici tangibili. La sfida, oggi, è diffondere conoscenza e favorire la partecipazione, affinché sempre più comunità possano nascere e contribuire alla transizione energetica dell’isola.

Giulia Rappa, laureata in Ingegneria dell’Energia e delle Fonti Rinnovabili presso l’Università degli Studi di Palermo, attualmente iscritta al corso di laurea magistrale in Ingegneria Elettrica (Smart Grids per la transizione energetica)

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