Un marsupiale australiano ribelle torna in auge sfidando siccità e specie invasive.

Un marsupiale australiano ribelle torna in auge sfidando siccità e specie invasive.

La Riscossa dell’Ampurta: Dalla Soglia dell’Estinzione a un Futuro Fulgido

Non molto tempo fa, l’ampurta, noto anche come il mulgara dalla coda a cresta, stava per estinguersi in Australia. Recenti studi hanno documentato una sua straordinaria ripresa. Questo piccolo marsupiale ha ampliato il proprio habitat di un’area grande quanto la Danimarca tra il 2015 e il 2021, segnando un processo di re-expansione avviato grazie alla risoluzione di una malattia che ha ridotto drasticamente la popolazione di conigli non nativi. Questo ha portato a una diminuzione del numero di volpi e gatti selvatici che predano animali di piccole dimensioni, inclusi gli ampurtas.

Nonostante le buone notizie, gli scienziati australiani esprimono preoccupazione per la mancanza di investimenti nel controllo biologico delle popolazioni di conigli e gatti selvatici.


Caratteristiche dell’Ampurta e la Sua Storia

L’ampurta, un marsupiale delle dimensioni di un porcellino d’India di colore biondo o marrone, è facilmente riconoscibile per la sua coda corta e grassa, che termina con una cresta nera. Questo micro-predatore, un tempo abbondante nei paesaggi aridi e sabbiosi dell’Australia Centrale e Occidentale, è stato classificato come specie a rischio di estinzione nel 1994.

Il calo della popolazione di ampurtas (Dasycercus hillieri) è stato causato dall’azione dell’uomo. Tra gli anni ’30 e ’60, l’espansione dei coloni ha innescato una serie di declini e estinzioni del patrimonio faunistico dell’Australia Centrale. Chris Pavey, ecologo della fauna selvatica presso l’agenzia di ricerca governativa CSIRO, ha spiegato come la colonizzazione ha modificato il territorio, promuovendo l’agricoltura e introducendo animali estranei.

La popolazione di volpi rosse (Vulpes vulpes) e conigli europei (Oryctolagus cuniculus) è stata introdotta dai britannici per scopi venatori, mentre i gatti domestici (Felis catus) che venivano trasportati a volte vivevano allo stato selvatico. Queste specie invasive hanno alterato profondamente l’ecosistema, infliggendo gravi danni agli ampurtas e ad altri piccoli animali.

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