Strage di via D’Amelio, De Luca risponde: “Nessun stop alle indagini sulla pista nera”
Un aspetto meno noto ma cruciale riguarda le implicazioni proceduralistiche della sentenza e il loro impatto sulle indagini. La mancata archiviazione del procedimento a carico di ignoti, avviato nel 2017, rischia di danneggiare l’efficacia investigativa, perché rende accessibile il materiale probatorio alle parti, costringendo a nuovi procedimenti per tutelare il segreto istruttorio.
De Luca spiega inoltre che molte delle indagini richieste dal Gip Luparello, soprattutto quelle riguardanti Paolo Bellini, sono già state svolte o risultano impossibili per la morte di testimoni chiave. Tuttavia, l’Ufficio ha anticipato le richieste di delega investigativa ancor prima della decisione della Cassazione, dimostrando una volontà chiara di proseguire nel lavoro.
In un contesto così delicato, emerge un quadro di grande complessità: da un lato, la necessità di rispettare le garanzie giuridiche e la correttezza procedurale; dall’altro, l’urgenza di fare luce su fatti che scuotono ancora la coscienza civile nazionale. Il gruppo di lavoro guidato da De Luca rivendica con orgoglio il ruolo svolto in questi anni, rompendo un silenzio lungo decenni e offrendo elementi concreti su vicende “scomode” e stratificate.
Questa vicenda ci ricorda quanto la ricerca della verità sia spesso un percorso tortuoso, che richiede pazienza, rigore e coraggio. Continuerà a essere così, qualunque sia il prezzo da pagare.
