Sigonella: manifestazione per la pace, ancora droni verso l’Iran
Le organizzazioni promotrici – tra cui ACLI, ANPI, ARCI, Legambiente, Libera, CGIL, Amnesty International, M5S e PD – chiedono che la Sicilia non venga trasformata in un “hub logistico di guerra”, sottolineando il rischio che le attività militari della base possano coinvolgere direttamente i cittadini siciliani in scenari di conflitto esteri.
Secondo l’appello, la popolazione locale già paga il costo economico di guerre lontane e non intende sostenere ulteriori conseguenze dovute alla trasformazione dell’isola in piattaforma strategica militare. I promotori chiedono: Trasparenza totale sull’utilizzo della base e sulle operazioni in corso; Rispetto della sovranità democratica e del ruolo del Parlamento nelle decisioni di politica estera e militare; Impegno concreto del governo e delle istituzioni europee per la de-escalation dei conflitti; Tutela del territorio siciliano e delle comunità locali da qualsiasi coinvolgimento diretto o indiretto in operazioni belliche.
Il ruolo strategico di Sigonella e il mistero del drone scomparso
Sigonella è considerata un hub cruciale per le operazioni ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) statunitensi e NATO. Proprio nelle ultime ore, la piattaforma di monitoraggio Itamilradar ha segnalato una missione ad alta quota di un drone statunitense Northrop Grumman MQ-4C Triton, decollato dalla base catanese e diretto verso il Golfo Persico.
Il Triton, progettato per sorveglianza marittima a lungo raggio ad alta quota, ha effettuato prolungati circuiti di pattugliamento nello Stretto di Hormuz, monitorando le attività navali iraniane e garantendo la sicurezza delle rotte petrolifere internazionali.
“Un drone della Marina statunitense per la ricognizione marittima strategica, il Triton Mq-4c, di ritorno alla base aerea navale di Sigonella, dopo aver dichiarato un’emergenza e aver perso rapidamente quota, è scomparso dai siti di tracciamento mentre sorvolava il Golfo Persico. Il velivolo ha subito una grave anomalia in volo prima di scomparire dai sistemi». Lo fa sapere Itamilradar, citando come fonte i sistemi di tracciamento di volo open-source.
Secondo Itamilradar «l’ipotesi che l’aereo sia andato perduto in mare (o su territorio ostile, considerando che il muso sembrava puntato verso la costa iraniana nelle fasi finali) appare al momento la più plausibile, o quantomeno, indica un grave incidente aereo».
