A Travelexpo turismo e territori, con la piattaforma Etic: i 391 comuni entrano in rete
Una piattaforma per mettere in rete i territori, incrociare dati, opportunità e investimenti e provare a trasformare il turismo in sviluppo concreto. È da qui che parte la ventottesima edizione di Travelexpo, la Borsa globale dei turismi in programma al CDSHotels Città del Mare di Terrasini, con al centro Etic, il progetto illustrato da Toti Piscopo, CEO della Logos srl Comunicazione e Immagine e ideatore della manifestazione.
I numeri danno la dimensione dell’operazione: 391 comuni coinvolti, 179.950 aziende ed enti censiti, tra cui 955 agenzie di viaggio, 378 musei, 977 alberghi, 5.746 strutture ricettive e oltre 36 mila affitti brevi. E ancora: 86 opportunità di investimento, 94 eventi, decine di progetti e immobili da valorizzare. Una piattaforma che punta a mettere in contatto amministrazioni locali, operatori e investitori, offrendo per ogni area dati su servizi, accessibilità, economia e offerta turistica.
«Il turismo è un settore economico trasversale che distribuisce ricchezza, economica e sociale – ha detto Piscopo – e può diventare uno strumento di rigenerazione dei territori, soprattutto quelli più piccoli». Un percorso che si inserisce nel solco della “Civiltà del viaggio”, il progetto lanciato lo scorso anno, «nella convinzione che si debba fare di più e dire di meno». L’obiettivo è «valorizzare tutti i 391 comuni siciliani in una logica di sistema che non escluda nessuno, attraverso uno strumento come Etic che mette in rete dati, opportunità e progetti. La piattaforma deve servire a distribuire i flussi e ad allungare la stagione, ma soprattutto a creare le condizioni per attrarre investimenti e trasformare il turismo in sviluppo stabile per i territori».
Accanto alla progettualità, arrivano i numeri che certificano la crescita. Salvatore Burrafato, presidente della Gesap, la società di gestione dell’aeroporto Falcone Borsellino, ha tracciato il quadro dello scalo: «Abbiamo registrato 9,2 milioni di passeggeri, con 105 rotte, di cui 25 nazionali e 78 internazionali». Dati che confermano «uno stato di salute straordinario del turismo in Sicilia», ma che impongono anche investimenti continui: «Se prevediamo un milione di passeggeri in più, dobbiamo adeguare le infrastrutture».
A riportare il dibattito sugli affanni della macchina pubblica e dei servizi che non arrivano è il presidente di Anci Sicilia Paolo Amenta: «Abbiamo una sfida internazionale e la Sicilia non la può vincere con ritardi o lentezze. Non può esistere – ha aggiunto – un territorio bellissimo dove poi non arrivano i servizi essenziali».
Dalla Regione l’assessore al Turismo Elvira Amata lega la crescita alla capacità di distribuire i flussi e di usare gli strumenti digitali per valorizzare in Italia, e a livello internazionale, quanto di bello può offrire l’Isola: «Dobbiamo fare in modo che il turismo non si fermi in poche località ma raggiunga tutta la Sicilia, valorizzando anche i territori meno conosciuti. La digitalizzazione è fondamentale per orientare meglio l’offerta e capire i comportamenti dei visitatori, così da intervenire in modo mirato».
A inserire il quadro internazionale è stato anche Gonzalo Ceballos Watling, direttore a Roma dell’Ente spagnolo del turismo, che ha richiamato il peso del settore su scala europea: «La Spagna ha superato i 97 milioni di visitatori internazionali e 136 miliardi di euro di spesa turistica, ma il punto non sono solo i numeri. Il turismo è fatto di persone, di chi viaggia e di chi lavora nei territori, ed è questo che deve guidare le strategie».
Sul piano operativo, il Comune di Palermo prova a giocare la carta della programmazione, con un calendario di eventi già in fase avanzata e da spendere sui mercati internazionali. «Stiamo costruendo un calendario delle manifestazioni turistiche e sportive per il 2026 – ha spiegato l’assessore al Turismo, Alessandro Anello – che servirà a promuovere la città e ad allungare la stagione, puntando anche sui mesi meno forti. L’obiettivo è dare continuità ai flussi e diversificare i segmenti, dal turismo di fascia alta ai nomadi digitali fino al turismo della longevità».
A riportare il discorso su un piano più concreto è il direttore generale di Anci Sicilia Mario Alvano, che mette al centro un nodo meno visibile ma decisivo: la conoscenza del patrimonio locale. «I comuni devono partire dalle loro competenze e conoscere davvero il proprio territorio», ha detto, con riferimento anche agli immobili e alle opportunità di rigenerazione ancora non sfruttate.

