Ritirato il Piano paesaggistico, l’allarme: “A rischio investimenti e opere pubbliche”
Il decreto numero 25, sostiene l’associazione, modifica infatti le regole applicabili ai Piani paesaggistici già approvati dalla Regione in Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Trapani. Le norme inciderebbero inoltre, attraverso i meccanismi di salvaguardia, sui Piani adottati di Catania, Enna e Messina.
La conseguenza, secondo la lettura dell’Ance, è una stretta che coinvolgerebbe di fatto tutte le province siciliane, con l’eccezione di Palermo, il cui Piano era stato adottato con il decreto numero 24 nella stessa giornata del 10 giugno e conteneva principi analoghi.
È proprio questo il motivo per cui l’associazione chiede alla Regione di non fermarsi al ritiro del Piano palermitano.
«Per le stesse ragioni», sostiene l’Ance Sicilia, occorre sospendere in autotutela e rivedere il decreto numero 25, introducendo anche una norma transitoria che salvaguardi le autorizzazioni e i titoli già rilasciati o le pratiche ancora in istruttoria che abbiano ottenuto pareri ambientali favorevoli sulla base delle precedenti disposizioni.
La richiesta è anche quella di aprire un confronto tecnico con Ance Sicilia, Anci Sicilia e le rappresentanze delle professioni tecniche, per valutare modifiche al testo e definire una disciplina transitoria.
