Carburanti, protestano agricoltori e pescatori: trattori sulla statale e pescherecci fermi

Carburanti, protestano agricoltori e pescatori: trattori sulla statale e pescherecci fermi

Tornano a mobilitarsi gli agricoltori siciliani contro il caro carburanti. È prevista una protesta con i trattori lungo la statale Agrigento-Palermo, all’altezza del bivio di Bolognetta. A promuovere il sit-in è l’associazione Agrisat, guidata da Franco Calderone e dal componente del direttivo provinciale di Agrigento Salvatore Petrotto.

Al centro della protesta c’è il costo del diesel, che secondo gli agricoltori avrebbe raggiunto tra 2,20 e 2,40 euro al litro, rendendo sempre più difficile sostenere i costi delle attività. Alla mobilitazione sono attesi anche numerosi produttori agricoli dell’Agrigentino.

L’associazione denuncia quello che definisce il disinteresse delle istituzioni e della Regione Siciliana rispetto alle richieste di interventi e sostegni economici rivolte al comparto.

Trasportatori e pescatori pronti allo sciopero

Il malcontento riguarda anche il settore dei trasporti. Al centro della vertenza ci sono i 15 milioni di euro di aiuti messi a disposizione dall’assessorato regionale ai Trasporti guidato da Alessandro Aricò.

Il Comitato trasportatori siciliani, guidato da Salvatore Bella, sostiene che l’assessorato avrebbe ipotizzato informalmente di destinare l’80% delle risorse alle grandi aziende e il restante 20% ai cosiddetti “padroncini”, in attesa del via libera di Bruxelles al superamento del regime de minimis. La Regione non ha smentito l’ipotesi.

Contro questa eventuale ripartizione si è schierata Cna Fita. «Se questa “offerta” fosse anche solo minimamente vera, ci troveremmo di fronte a qualcosa di parziale, irriguardoso e discriminatorio», sostiene l’associazione, ricordando che in Sicilia operano 8.822 imprese del settore dei trasporti, delle quali 6.195 sono piccole e medie imprese e 4.865 imprese individuali.

Il Comitato dei trasportatori continua a minacciare uno sciopero dal 15 al 20 ottobre e chiede l’apertura di un tavolo di confronto con il ministero dei Trasporti.

Comparto Pesca in agitazione

La protesta si allarga intanto alla pesca. La Federazione armatori siciliani sta preparando il blocco dello Stretto di Messina per il 22 ottobre, mentre hanno annunciato uno sciopero anche le marinerie dell’Agrigentino e di Lampedusa.

Al termine del fermo biologico, i pescherecci da Sciacca a Porto Empedocle non torneranno in mare. La decisione è stata presa durante un’assemblea al porto di Sciacca. I pescatori denunciano costi ormai insostenibili: una singola battuta di pesca può arrivare a richiedere fino a 1.200 euro di carburante.

La richiesta rivolta alla Regione è un contributo di 80 mila euro all’anno per ciascun peschereccio. Le modalità della protesta saranno comunicate nei prossimi giorni.

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