Punti di rottura e crollo degli ecosistemi: il vero rischio geopolitico attuale.

Punti di rottura e crollo degli ecosistemi: il vero rischio geopolitico attuale.

La maggior parte dei modelli economici attuali fatica a considerare queste dinamiche ecologiche come reali. Letture recenti suggeriscono che i modelli dominanti utilizzati da governi e istituzioni finanziarie tendono a sottovalutare gli shock derivanti da condizioni meteorologiche estreme e punti critici. Si rischia di pianificare una crescita costante, ignorando i fenomeni rari ma devastanti.

Le prove empiriche mostrano che sei dei nove confini planetari sono già stati superati. Ciò significa che l’umanità opera al di fuori di una zona di sicurezza, in vari ambiti come il cambiamento climatico e l’integrità della biosfera. Questa non è una questione che può essere ignorata, dato che le valutazioni dei rischi e dei danni non si basano sull’esperienza del singolo evento, ma sull’aggregazione di eventi estremi.

L’evoluzione delle aspettative e delle politiche riguardo a tali emergenze è fondamentale. Le soluzioni esistono già, potendo partire da strategie basate sulla natura attraverso l’agricoltura rigenerativa, la protezione di ecosistemi vitali, e una transizione energetica che riduca le emissioni di gas serra. Proteggere e ripristinare la natura non solo è un imperativo etico, ma rappresenta anche una strategia economica e di sicurezza più efficace rispetto alle soluzioni reattive post-crisi.

Fonti:

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