Palermo è oggi una città divisa tra paura e resilienza. Da un lato, l’escalation dei crimini giovanili mina la sicurezza dei cittadini e genera un senso di insicurezza diffuso; dall’altro, la reazione delle istituzioni e delle comunità locali dimostra che il fenomeno può essere affrontato con efficacia se coordinato e sostenuto. La sfida principale resta convincere i ragazzi a uscire dal vortice della criminalità giovanile, offrendo loro percorsi alternativi e prospettive concrete di vita.
Le baby gang non sono un fenomeno passeggero: la loro capacità di adattamento, la disponibilità di armi e l’uso dei social come strumento organizzativo rendono la lotta complessa. Ma la città non può cedere alla rassegnazione. Palermo deve investire in prevenzione, controllo e educazione, perché senza interventi strutturati il rischio è che i quartieri vengano sempre più sottratti al controllo delle istituzioni.
