Palermo ostaggio delle baby gang: un fenomeno in crescita

Palermo ostaggio delle baby gang: un fenomeno in crescita

La gravità della situazione è legata soprattutto alla diffusione delle armi tra i minori. Bastano 200 euro e qualche conoscenza nei quartieri più caldi per procurarsi pistole o fucili, trasformando episodi che prima si risolvevano a colpi di pugni in aggressioni con coltelli e proiettili. La cultura della pistola è ormai parte integrante dell’identità dei gruppi giovanili: i ragazzi di appena 13 anni ostentano armi sui social, e il possesso di un “ferro” è considerato sinonimo di forza all’interno del branco.

Lo Zen, quartiere simbolo del fenomeno, ne è un esempio lampante. Durante la messa dell’Epifania, la polizia e i carabinieri hanno fermato un ragazzino di 12 anni con una pistola in cintola, una sfida aperta alle istituzioni. Altri episodi recenti includono i colpi esplosi a Capodanno in via Rocky Marciano, con una donna ferita al collo, e i festeggiamenti armati documentati in video sui social. Sempre dallo Zen è partito il commando che ha ferito di striscio una ragazza in gravidanza a fine settembre, mentre i responsabili della strage di Monreale provengono dai padiglioni del quartiere Gregotti.

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