Nuovo accordo controverso in Suriname mette a rischio la biodiversità dell’Amazzonia.
Critiche alla deforestazione in Suriname
In Suriname, cresce la preoccupazione per un ambizioso progetto che prevede lo sviluppo di 113.465 ettari di foresta pluviale nel distretto di Nickerie per l’agricoltura industriale. Questa iniziativa scaturisce da una partnership pubblico-privato del 2024 tra il ministero dell’Agricoltura e Suriname Green Energy Agriculture N.V., un’azienda privata attiva nel settore dell’etilene da canna da zucchero e bioenergia. Tale accordo è stato ereditato dal governo precedente e, secondo le informazioni, ha proseguito senza autorizzazioni ambientali, generando frustrazione e confusione tra diverse agenzie regolatorie.
Se l’intera area di 113.465 ettari venisse deforestata, Suriname potrebbe perdere il suo status di emissione di carbonio negativa e non qualificarsi per alcuni programmi di crediti di carbonio, avvertono gli esperti. Un alto funzionario governativo ha sottolineato che “la deforestazione continuativa nel Guiana Shield mette a rischio l’accesso all’acqua fino in Argentina”.
Le preoccupazioni ambientali
Il progetto, che prevede una grande operazione di agribusiness, ha già sollevato polemiche. Nonostante non siano stati concessi i permessi dalla National Environmental Authority (NMA), le operazioni di disboscamento sono iniziate, come indicano email interne esaminate da Mongabay. Quello che sorprende è che l’area in questione coincide quasi completamente con le concessioni di taglio legno regolamentate da normative di sostenibilità, progettate per proteggere le foreste primarie.
Inoltre, la compagnia ha ingaggiato Mennoniti, membri di una denominazione protestante conservatrice, per lavorare nei terreni, riaccendendo le paure di un’espansione rapida delle comunità agricole in aree forestali, come accaduto in altre parti della regione.
