Liti di investitori esteri ostacolano la protezione ambientale globale.
Le Cause Più Rilevanti
Tra le nazioni più citate, il Venezuela detiene il primato con 66 cause. Dei casi risolti fino ad oggi, il 62,5% è stato deciso a favore degli investitori, costando al paese quasi 19,7 miliardi di dollari. Questo trend è evidente in gran parte della regione, dove circa due terzi dei casi risolti hanno visto prevalere gli interessi degli investitori. Nel 2019, ad esempio, il Venezuela ha perso una causa presso l’ICSID intentata da ConocoPhillips, che ha portato a un risarcimento di 8,4 miliardi di dollari, il più alto mai imposto a un paese della regione.
I motivi che portano a queste citazioni legali sono molteplici. Corporazioni come quelle in Venezuela e Bolivia sono state citate in giudizio per decisioni di nazionalizzare la produzione petrolifera o di aumentare le tasse sulle aziende del settore energetico. L’Argentina, invece, ha affrontato cause in seguito alla crisi finanziaria che ha portato a misure di emergenza come il divieto di aumentare i prezzi dei servizi pubblici.
L’Impatto sulla Transizione Energetica
L’analisi rivela una crescente incidenza di richieste negli ambiti minerario, petrolifero e del gas. Tra i 419 casi identificati, 96, pari al 23%, riguardano questi settori. In molte situazioni, le cause legali sono state avviate in conseguenza di decisioni governative di interrompere progetti minerari o petroliferi per motivi di ordine sociale o ambientale. “L’esistenza stessa di ISDS rappresenta un ostacolo alla transizione verso energie più pulite”, afferma Müller. Prima di annullare qualsiasi progetto estrattivo, i paesi valutano sempre il rischio di possibili azioni legali da parte di investitori stranieri, il che spesso porta a una stagnazione delle politiche ambientali.
