Il gelato lo ha inventato un palermitano, la storia di Francesco Procopio Cutò

Il gelato lo ha inventato un palermitano, la storia di Francesco Procopio Cutò

Poi il salto: Parigi. Nel 1674, lasciati gli studi, Procopio raggiunse la capitale francese, dove gli italiani erano già celebri per la loro maestria culinaria. La pronuncia del suo cognome in francese significa “coltelli” (couteaux) e così, come “Procopio de’ Coltelli”, sarà inteso dai francesi. Lavorò nel commercio delle nevi e nelle pasticcerie, forse anche accanto al leggendario Vatel. Nel 1686 rilevò una piccola caffetteria e la ribattezzò “Le Procope”. Nessuno poteva immaginare che quel locale, ancora oggi esistente, sarebbe diventato il primo caffè d’Europa e la prima gelateria moderna.

Il successo fu immediato. Di fronte alla Comédie Française, il Procope divenne il salotto degli artisti e dei rivoluzionari. Voltaire, Balzac, Hugo, Robespierre, Diderot, D’Alembert, Napoleone, Franklin: tutti passarono da lì. Si racconta che sulle sue tovagliette siano nati i primi frammenti dell’Encyclopédie. E mentre Parigi si accendeva di idee, Procopio serviva granite, sorbetti, cioccolate, bevande alla cannella e al limone, e le prime vere creme di gelato.

Francesco Procopio Cutò

Il Re Sole gli conferì la prima “patente” ufficiale di gelataio


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