I programmi di conservazione devono utilizzare evidenze causali per valutare il loro impatto.
Per affrontare questa situazione, è fondamentale instaurare partnership tra ricercatori, imprenditori e finanziatori. Un esempio positivo è il Gruppo di Lavoro sulla Valutazione d’Impatto della Society for Conservation Biology, che mira a integrare la valutazione d’impatto nella pratica di conservazione. Questa collaborazione potrà contribuire ad abbattere le barriere tecniche e a garantire che i progetti di conservazione siano più efficaci.
Cambiare la narrativa della valutazione d’impatto
Se i finanziatori desiderano realmente un impatto positivo nell’ambito della conservazione, potrebbero trasformare la narrativa premiando gli sforzi di apprendimento piuttosto che orientandosi esclusivamente sul “successo”. Questo approccio incoraggerebbe le organizzazioni a condurre valutazioni causali oneste, siano esse positive o negative, promuovendo così una gestione adattativa genuina.
Ad esempio, la Arcus Foundation sta testando un programma che incoraggia la condivisione delle capacità e la creazione di reti con partner selezionati per rafforzare la valutazione d’impatto in un modo pratico e realista. Attraverso un dialogo costante con i partner, l’iniziativa mira a supportarli nell’approcciare il loro lavoro attraverso una lente causale.
