Giustizia tributaria, la Sicilia ai vertici per ricorsi definiti nel 2025: ecco i dati

Giustizia tributaria, la Sicilia ai vertici per ricorsi definiti nel 2025: ecco i dati

Accanto all’elevato numero di nuovi ricorsi, la Sicilia si distingue anche per la capacità di smaltimento dei procedimenti. Nel 2025 le Corti di primo grado hanno infatti definito 36.262 ricorsi, un dato secondo solo alla Campania, che ha raggiunto quota 39.291.
La Sicilia contribuisce così per circa il 20,9% del totale nazionale dei procedimenti conclusi, pari a 173.258, confermando un livello di produttività giudiziaria particolarmente significativo rispetto al contesto italiano.

Il problema dell’arretrato nei primi gradi

Nonostante l’elevata capacità di definizione, il sistema tributario siciliano continua a fare i conti con un arretrato consistente. Al 31 dicembre 2025 risultavano ancora 45.704 controversie pendenti davanti alle Corti di primo grado.
Le situazioni più critiche si registrano nelle sedi di Catania, Palermo, Messina e Ragusa. La relazione evidenzia che, pur in presenza di un rallentamento della crescita delle nuove controversie, il carico complessivo resta elevato e complesso da gestire.

La Corte di secondo grado e il primato nazionale delle pendenze
Anche la Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Sicilia registra numeri significativi. A fine 2025 i procedimenti pendenti erano 18.250, il valore più alto a livello nazionale, pari al 22,69% del totale italiano.

Nonostante questo primato negativo, la relazione segnala un miglioramento rispetto agli anni precedenti, con una riduzione di circa 2.000 procedimenti rispetto al 2024. Un segnale di progressivo alleggerimento del carico giudiziario, seppur ancora insufficiente a riportare il sistema in equilibrio.

Le criticità delle “definizioni agevolate”


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *