Economia, analisi indicatori congiunturali Istituto Tagliacarne su Città Metropolitana di Palermo
Antonio Albanese
Albanese (Camera di Commercio Palermo): “Esportazioni vanno a gonfie vele, start-up innovative in crescita, performance superiori a media italiana, nostre imprese ancora dinamiche e vivaci”
Palermo e provincia continuano a registrare numeri positivi per imprese attive, numero delle start-up innovative e di enti no profit regolarmente registrati, numero di entrare previste di lavoratori delle imprese extra-agricole, consistenza dei depositi bancari e del risparmio postale, consistenza prestiti alle imprese, export e volume delle compravendite immobiliari. E’ quanto si evince dall’analisi realizzata da “Dataview”, il barometro dell’economia territoriale del centro studi delle Camere di Commercio “G. Tagliacarne”, su dati Unioncamere – Istat.
Nel periodo tra il 2024 e il 2025, per alcuni valori, l’area della Città metropolitana di Palermo ha 8 indicatori su 10 in segno positivo. Segnali molto confortanti emergono, in particolare, anche in confronto con la media italiana, sul fronte della consistenza delle start-up innovative, della variazione percentuale della consistenza delle istituzioni iscritte al Registro unico nazionale del Terzo settore -enti no profit, dell’export e del numero di transazioni normalizzate di abitazioni. Palermo e provincia restano indietro, invece, nella percentuale del numero di occupati e nel numero di entrate previste di lavoratori delle imprese extra-agricole.
“Nell’area metropolitana di Palermo, dall’analisi di Dataview, vengono fuori diversi dati superiori alla media italiana, quindi le nostre imprese proseguono con la loro vitalità, dinamicità e resilienza – spiega Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio Palermo Enna -. Le esportazioni vanno a gonfie vele, significa la capacità di un’importante apertura di nuovi mercati o la forte espansione in quelli esistenti, c’è sicuramente una crescente competitività delle imprese palermitane a livello internazionale. Andrebbe fatta una riflessione sulla occupazione che registra una lieve flessione a fronte di una media italiana che cresce anche se lentamente, possiamo pensare a una disconnessione tra la crescita economica quindi Pil, export e investimenti e la capacità di generare nuova occupazione nel breve termine”.
Ecco tutti i dati relativi agli indicatori congiunturali della Città Metropolitana di Palermo con le percentuali e la media a livello nazionale e il raffronto temporale:
· Variazione percentuale delle imprese attive fra marzo 2025 e marzo 2026 +0,2% (Italia -0,9%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale della consistenza delle start-up (innovative registrate fra marzo 2025 e marzo 2026 +6,2% (Italia -3,5%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale della consistenza delle istituzioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) fra marzo 2025 e marzo 2026 +10,3% (Italia +6,2%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale del numero di occupati fra il 2024 e il 2025 -2,3% (Italia +0,8%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale del numero di entrate previste di lavoratori delle imprese extra-agricole fra aprile-giugno 2025 e aprile-giugno 2026 +6,7% (Italia +0,8), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale del numero di ore di cassa integrazione guadagni fra gennaio-marzo 2025 e gennaio-marzo 2026 +49,4% (Italia -23,9%), valore peggiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale della consistenza dei depositi bancari e del risparmio postale fra dicembre del 2024 e dicembre del 2025 +5,8% (Italia +3,2%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale della consistenza dei prestiti alle attività economiche fra dicembre 2024 e dicembre 2025 +7,0% (Italia -0,4%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale delle esportazioni fra il 2024 e il 2025 +122,4% (Italia +3,3%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
- Variazione percentuale del numero di transazioni normalizzate di abitazioni fra il 2024 e il 2025 +9,6% (Italia +6,4%), valore migliore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
