Frana di Niscemi, interrogato Rosario Crocetta, non risponde ai pm
L’indagine si articolerà in ulteriori approfondimenti. La seconda fase riguarderà i problemi legati alla raccolta e alla regimentazione delle acque bianche e nere, considerate dagli esperti tra le principali cause dell’innesco della frana.
La terza fase, invece, sarà dedicata alla gestione della cosiddetta “zona rossa”, sia quella già colpita dalla frana del 1997 sia le aree vicine al ciglio individuate negli anni come ad altissimo rischio.
I magistrati dovranno verificare eventuali responsabilità legate ai mancati sgomberi, alle demolizioni mai eseguite, all’assenza di vincoli efficaci sulle nuove costruzioni e alle autorizzazioni edilizie rilasciate in aree considerate pericolose.
L’inchiesta punta dunque a ricostruire quasi trent’anni di omissioni, ritardi amministrativi e interventi incompiuti che, secondo gli investigatori, potrebbero avere contribuito al disastro che ha messo in ginocchio la città di Niscemi.
