Violenza sulle donne, la farmacia diventa rifugio: a Palermo il progetto che salva le vittime

Violenza sulle donne, la farmacia diventa rifugio: a Palermo il progetto che salva le vittime

Una farmacia come luogo sicuro, una farmacista pronta ad ascoltare e una richiesta d’aiuto che cambia una vita. È la storia di Elsa, nome di fantasia, vittima di violenza di genere, oggi protetta in una località segreta e riuscita a ricostruire la propria esistenza grazie al sostegno della rete antiviolenza attivata dal “Progetto Mimosa”.

La donna ha raccontato la sua esperienza a margine del corso “Parole non dette”, organizzato a Palermo da Federfarma Palermo e “Farmaciste Insieme”, con il patrocinio dell’Ordine dei farmacisti e dell’Ordine dei medici del capoluogo siciliano.

“Vi chiedo di prendere consapevolezza di essere prigioniere dell’orco e vittime di violenza di genere – è l’appello lanciato da Elsa alle donne che vivono situazioni simili –. Vincete la paura della vendetta e del giudizio della gente. Entrate in farmacia, chiedete aiuto e affidatevi ai centri antiviolenza per riconquistare dignità, libertà personale ed economica”.

Elsa ha spiegato di essersi rivolta a una farmacista dopo l’ennesimo episodio di violenza. “Mi ha accolta e aiutata a chiamare il numero antiviolenza e stalking 1522. Da lì sono stata indirizzata a un’associazione che gestisce centri antiviolenza, dove ho iniziato un percorso psicologico e di reinserimento. Oggi, ironia della sorte, grazie a quell’associazione e a Farmaciste Insieme lavoro proprio in una farmacia”.

Lo schema di violenza che si ripete per mote donne


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