Fiume sacro trasporta rifiuti industriali e fognari dal Nepal all’India.
Una crisi ambientale in continua escalation
Oggi, la scarsa regolamentazione ambientale e la cattiva coordinazione tra le agenzie governative hanno permesso alle fabbriche di scaricare rifiuti industriali e fognari non trattati nel fiume. Nonostante decenni di proteste, cause legali e comitati governativi, il Sirsiya rimane un grave rischio per la salute pubblica e un danno culturale ed ecologico non solo in Nepal, ma anche in India.
Il corridoio industriale di Bara-Parsa ospita circa 1.200 piccole e grandi fabbriche. Questa area, considerata il “capitale industriale” del Nepal, ha servito come motore dell’economia nazionale. Produzione di beni che vanno dalle pelli ai tessuti, dall’acciaio al sapone, ha fornito lavoro a migliaia di persone, ma questo sviluppo ha avuto un prezzo ambientale molto alto.
Secondo un rapporto del 2010 del Comitato di Monitoraggio del Fiume Sirsiya, almeno 47 grandi fabbriche scaricano direttamente rifiuti nel fiume. Sulla base dei dati, gli ambientalisti segnalano che nel 2026 il numero è cresciuto a oltre 60.
