Caro gasolio, dopo i camion rischiano di fermarsi anche i pescherecci siciliani
La Federazione chiede alla Regione di verificare immediatamente tutte le risorse disponibili, comprese quelle europee e regionali, valutando la possibilità di rimodularle per sostenere direttamente le imprese alle prese con l’aumento dei costi energetici.
La Regione Siciliana ha già previsto un intervento per il comparto. Il 15 settembre è stato annunciato un bando destinato alle imprese siciliane della pesca e dell’acquacoltura colpite dal rincaro del carburante, con una dotazione di 12,1 milioni di euro provenienti dal FEAMPA 2021-2027 e ulteriori 5 milioni stanziati dal bilancio regionale.
La Federazione, però, chiede di verificare se le somme siano sufficienti rispetto alle dimensioni dell’emergenza e, soprattutto, quali siano i tempi necessari per consentire agli aiuti di arrivare concretamente alle imprese.
La posizione degli armatori è che non bastino interventi temporanei o misure considerate insufficienti a fronteggiare l’aumento dei costi. La richiesta è quella di mettere al centro della strategia regionale la sopravvivenza delle aziende che continuano materialmente a operare in mare.
“Non vogliamo l’ennesimo contentino”, è la posizione espressa dalla Federazione, che chiede un confronto diretto con il governo regionale. L’obiettivo è individuare rapidamente risorse e strumenti capaci di evitare che le imprese siano costrette a fermare le proprie imbarcazioni.
