Caro gasolio, dopo i camion rischiano di fermarsi anche i pescherecci siciliani

Caro gasolio, dopo i camion rischiano di fermarsi anche i pescherecci siciliani

La data del 23 settembre sarà quindi decisiva per la marineria siciliana. Nello stesso giorno in cui gli autotrasportatori incontreranno l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò per affrontare l’emergenza legata al caro carburante, la Federazione Armatori Siciliani riunirà gli operatori della pesca professionale.

L’assemblea si svolgerà attraverso collegamenti telematici tra le diverse realtà territoriali della Federazione e servirà a fare il punto sulla situazione e a decidere le eventuali iniziative da intraprendere.

Tra le ipotesi che saranno sottoposte agli armatori figurano la prosecuzione del fermo volontario delle unità, manifestazioni della categoria e altre forme di protesta pubblica, sempre nel rispetto della normativa e delle disposizioni delle autorità competenti.

Nel confronto potrebbe tornare anche il tema del cambio di bandiera, già indicato come possibile forma di pressione da parte di una parte della categoria. È stata inoltre prospettata una manifestazione nell’area dello Stretto di Messina, la cui eventuale organizzazione dovrà comunque essere valutata nel rispetto delle norme sulla sicurezza della navigazione e delle determinazioni delle autorità marittime.

La Federazione precisa però che la strada principale resta quella del dialogo con le istituzioni. Prima di assumere decisioni sulla mobilitazione, gli armatori attendono infatti risposte dalla Regione.

Il messaggio rivolto al governo regionale è chiaro: il settore chiede che venga data priorità alle imprese che rischiano di non riuscire più a sostenere i costi necessari per lavorare.

“Prima le barche, poi i progetti” è, in sintesi, la posizione della Federazione. Gli armatori non contestano l’utilità delle risorse destinate allo sviluppo della pesca, ma chiedono che, nell’attuale fase di emergenza, venga garantita innanzitutto la continuità delle attività produttive.

Il 23 settembre la marineria siciliana si riunirà per decidere la linea da seguire. L’auspicio della Federazione è che, prima dell’assemblea, dalla Regione arrivino risposte concrete tali da evitare un ulteriore inasprimento della protesta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *