Cacciatori uccisi nel messinese, ecco cosa è emerso dalle indagini
Di solito, i due frequentavano un’altra zona per la caccia ai suini neri selvatici, ma quel giorno si sarebbero diretti verso contrada Caristia.
Poco prima di arrivare, il testimone avrebbe lasciato la propria auto lungo la strada per salire su quella dell’anziano. Secondo alcuni residenti, il veicolo sarebbe rimasto parcheggiato lì fino alle 11.30.
Un dettaglio che potrebbe rivelarsi decisivo per la ricostruzione temporale dei fatti. Verso le 10 del mattino, preoccupati perché Gatani non rispondeva al telefono, i familiari hanno iniziato a cercarlo. Poco dopo è scattato l’allarme.
Nel bosco sono stati ritrovati i corpi dei tre uomini, con i fucili accanto, privi di vita.
Errore di caccia, lite o omicidio-suicidio? Le ipotesi
Restano aperte diverse piste investigative. Tra le ipotesi al vaglio: un tragico errore durante una battuta di caccia; una lite degenerata in omicidio; un possibile omicidio-suicidio; il coinvolgimento di una terza persona armata.
Alcuni abitanti della zona raccontano che chi caccia suini e cinghiali spesso porta con sé anche una pistola, perché gli animali feriti possono diventare estremamente pericolosi.
Il cane ritrovato in auto: un enigma ancora irrisolto
Un altro mistero riguarda il cane di Gatani, trovato all’interno della sua auto.
Resta da capire perché non sia stato utilizzato durante la battuta di caccia o, se fosse stato portato nel bosco, chi lo abbia riportato nel veicolo.
Un dettaglio che potrebbe fornire ulteriori indizi sugli ultimi momenti di vita delle vittime.
