Urban Center Sicilia a Palermo: nasce il laboratorio per la rigenerazione delle città del futuro

Urban Center Sicilia a Palermo: nasce il laboratorio per la rigenerazione delle città del futuro

Alla presentazione hanno partecipato, tra gli altri, il direttore dell’Agenzia del Demanio Alessandra Dal Verme e l’assessore comunale alla Rigenerazione urbana Maurizio Carta.

Dal Verme ha sottolineato l’importanza di una pianificazione integrata e condivisa, evidenziando come lo spazio dell’Urban Center rappresenti un punto di incontro tra Stato, Regione, Comune e Università per definire strategie comuni sul patrimonio pubblico. L’idea è quella di trasformare gli immobili statali in strumenti attivi di progettazione urbana e innovazione.

Secondo Carta, l’iniziativa rappresenta un ulteriore passo verso una nuova visione delle politiche urbane, in cui la rigenerazione passa anche attraverso la partecipazione e il coinvolgimento diretto della cittadinanza. L’Urban Center sarà infatti anche uno spazio di coworking e di confronto aperto alla città.

Rigenerazione diffusa e nuovi spazi urbani a Palermo

Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto anche sui principali interventi di rigenerazione urbana in corso in città. Tra le aree interessate figurano la Vucciria, Ballarò, l’Albergheria e Palazzo Marchesi, oltre a progetti più ampi come l’ex Chimica Arenella e l’area costiera.

Particolare attenzione è stata dedicata alla riqualificazione degli spazi pubblici attraverso un approccio condiviso che coinvolge istituzioni, privati e realtà del terzo settore. Interventi come quelli in via del Celso e piazza Magione mirano a rafforzare la cura e la vivibilità degli spazi urbani, anche attraverso nuovi modelli di collaborazione.

Sulla Vucciria, invece, il processo di pedonalizzazione è stato avviato per valorizzare le attività commerciali e culturali del quartiere, mentre è in fase di sviluppo un progetto per piazza Caracciolo che integri tradizione e innovazione.

Arte e memoria nei luoghi del cambiamento

Durante l’evento è stata inaugurata anche la mostra “Memoria e visione”, della fotografa britannica Gina Soden, composta da 31 scatti realizzati tra Palermo, Catania e Messina. L’esposizione propone una riflessione sugli immobili pubblici dismessi o in trasformazione, raccontandoli come luoghi di memoria e potenziale progettuale.

Ex complessi industriali, palazzi storici e infrastrutture in disuso diventano così parte di un racconto visivo che intreccia identità, cultura e futuro delle città siciliane.

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