Un anno favorevole per le foreste: veri cambiamenti sottovalutati e sfide future.
Tuttavia, il caso della Bolivia deve destare preoccupazione: nel 2024 ha registrato uno dei livelli più alti di perdita di foreste primarie mai registrati, classificandosi al secondo posto a livello globale per la deforestazione tropicale. Gran parte di questa perdita è dovuta a un mix di incendi e espansione agricola, inclusa l’allevamento di bestiame e la coltivazione di soia.
Negli ultimi anni, quando la governance è debole, le perdite di foresta possono aumentare rapidamente. L’impennata recente in Bolivia e la brusca inversione di tendenza osservata in Brasile durante l’amministrazione Bolsonaro mostrano quanto velocemente i progressi possano svanire. Anche nei paesi dove si registrano miglioramenti, le foreste stanno diventando più suscettibili agli incendi e più frammentate, rendendole vulnerabili alle prossime ondate di caldo.
Il divario tra le pressioni economiche e le misure di protezione è persistente. I fattori che spingono la deforestazione, come agricoltura, piantagioni industriali, infrastrutture, disboscamento e miniere, operano a pieno ritmo e con finanziamenti costanti. Al contrario, gli sforzi di protezione spesso dipendono da finanziamenti a breve termine e da un’appoggio politico incostante. Questo comporta un modello di guadagni intermittenti piuttosto che una diminuzione permanente della deforestazione.
