Truffa del “finto carabiniere” nel Palermitano: sei arresti e una denuncia tra Geraci, Castelbuono e Misilmeri
A Castelbuono, i Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Cefalù hanno arrestato due persone ritenute responsabili di tentata truffa aggravata ai danni di una donna di 83 anni.
I due sospettati, fingendosi Carabinieri, avevano contattato telefonicamente la vittima raccontando una falsa emergenza che coinvolgeva un familiare e chiedendo la consegna di denaro contante.
Determinante è stata la lucidità dell’anziana, che insospettita ha contattato il NUE 112, permettendo ai militari di intercettare il veicolo in fuga e bloccare i presunti truffatori in tempo.
Misilmeri: tre arresti e recupero del bottino
A Misilmeri, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione locale hanno arrestato in flagranza tre uomini originari di Catania, accusati di truffa aggravata ai danni di una pensionata del posto.
Anche in questo caso, i malviventi si erano finti appartenenti all’Arma, convincendo la vittima a consegnare denaro e oggetti di valore. La donna, però, è riuscita a chiedere aiuto tempestivamente ai Carabinieri, consentendo un intervento rapido.
I militari sono riusciti a individuare i responsabili, recuperare integralmente denaro e gioielli e restituirli alla legittima proprietaria. Uno degli arrestati è stato inoltre denunciato per falsità materiale, poiché trovato in possesso di targhe contraffatte utilizzate sull’auto del gruppo, poi sequestrata.
La prevenzione: incontri con la cittadinanza
Accanto all’attività repressiva, i Comandi dei Carabinieri di Monreale, Cefalù e Petralia Sottana hanno avviato numerose iniziative di sensibilizzazione sul territorio.
Gli incontri, organizzati anche in collaborazione con l’Arcidiocesi di Monreale, la Diocesi di Cefalù e i parroci locali, hanno l’obiettivo di informare soprattutto le persone anziane sulle tecniche più comuni utilizzate dai truffatori e fornire consigli pratici per riconoscere e prevenire i raggiri.
Un’attività che punta non solo a reprimere i reati, ma anche a rafforzare la consapevolezza dei cittadini contro un fenomeno purtroppo ancora molto diffuso.
