Spesa turistica 2026, baricentro si sposta sui 30-45enni
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Il turismo italiano sta vivendo una trasformazione profonda che riguarda soprattutto gli equilibri generazionali della domanda. Nel 2026, infatti, la crescita della spesa turistica sarà sempre più trainata dalla fascia 30–45 anni, oggi considerata il segmento più dinamico sia in termini di propensione al viaggio sia di capacità di spesa.
Secondo un’elaborazione basata su dati ISTAT, Banca d’Italia, Eurostat, UNWTO e principali centri di analisi internazionali, la spesa turistica complessiva dei residenti italiani — includendo viaggi nazionali e internazionali — si attesta intorno agli 86 miliardi di euro annui. La spesa media pro capite è pari a circa 1.460 euro, con differenze significative tra territori e fasce di reddito.
La distribuzione per età evidenzia una chiara “curva generazionale” dei consumi turistici. I 30–45enni registrano una spesa media per viaggi pari a circa 2.650 euro, superiore rispetto ai 2.350 euro della generazione 46–61 anni e ai 2.100 euro dei baby boomer. Le fasce più anziane presentano invece livelli più bassi, con una maggiore incidenza delle spese essenziali e una minore quota destinata ai viaggi e al tempo libero.
Anche la propensione al viaggio segue la stessa tendenza: circa il 63% dei 30–45enni effettua almeno un viaggio all’anno, contro il 54% della fascia 46–61 anni e il 41% dei baby boomer. Inoltre, la spesa media per singolo viaggio dei millennial si colloca tra i 900 e i 1.000 euro, con valori superiori del 18–22% rispetto alle generazioni più mature.
La generazione 30–45 anni guida il nuovo turismo
Il maggiore dinamismo della fascia 30–45 anni è legato a diversi fattori strutturali. Si tratta di una generazione con minori vincoli legati alle spese sanitarie, una maggiore disponibilità di reddito destinabile al tempo libero e una forte propensione alle esperienze di viaggio. A questo si aggiunge una componente sociale rilevante: una quota significativa è composta da single o coppie senza figli, condizione che aumenta la flessibilità nelle scelte e nella pianificazione dei viaggi.
Questa combinazione di elementi sta ridisegnando la domanda turistica, sempre più orientata verso esperienze personalizzate, viaggi a medio e lungo raggio e formule di vacanza organizzata. Cresce inoltre l’uso di strumenti digitali per la prenotazione e la gestione del viaggio, in linea con le abitudini di consumo di una generazione altamente connessa.
Il risultato è un riequilibrio complessivo del mercato turistico, con una maggiore centralità di un segmento giovane-adulto che non solo viaggia di più, ma tende anche a spendere di più per singola esperienza. In un comparto che vale complessivamente 86 miliardi di euro, questa fascia rappresenta quindi il principale motore di crescita, contribuendo in modo decisivo all’evoluzione del turismo italiano verso modelli sempre più esperienziali, flessibili e digitali.
