Sicilia a rischio frane: il 90% dei Comuni ha aree pericolose per la popolazione
Gli esperti sottolineano che la prevenzione rimane lo strumento più efficace per salvaguardare vite e beni: «Per ogni euro speso in prevenzione se ne risparmiano 100 in danni», afferma Paolo Mozzicato, presidente dell’Ordine dei geologi in Sicilia. Tuttavia, la realtà è che gli interventi preventivi sono insufficienti e spesso arrivano solo dopo il verificarsi di frane o crolli.
Secondo Claudio Lombardo di Mareamico, associazione ambientalista attiva nel monitoraggio del territorio, la causa principale dei cedimenti non è solo la naturale fragilità del suolo, ma anche la mancata regimentazione delle acque: «Il dissesto idrogeologico aggredisce le colline e le falesie dall’alto, minando la stabilità delle costruzioni e accelerando i cedimenti», spiega Lombardo.
Le autorità locali e regionali sono quindi chiamate a una strategia organica, che comprenda interventi strutturali, monitoraggio costante e ricostruzione di sistemi di drenaggio e consolidamento. Senza misure preventive adeguate, si rischia che fenomeni come quello di Niscemi possano ripetersi in altre città dell’Isola, mettendo in pericolo vite umane, edifici storici e infrastrutture.
In questo contesto, la collaborazione tra istituzioni, geologi, associazioni ambientaliste e cittadini diventa fondamentale per ridurre il rischio e garantire la sicurezza delle comunità. La Sicilia, terra ricca di storia e bellezza naturale, rischia infatti di pagare un prezzo altissimo se la prevenzione rimarrà trascurata.
