Scoperta una banca abusiva con più di 500 clienti, vittime anche a Palermo
L’attività illecita si celava dietro la facciata di una presunta “community” orientata al benessere degli affiliati. In realtà, si trattava di un sistema truffaldino che prometteva guadagni elevati, mascherati da “cashback”, nel tentativo di eludere i controlli. Determinante per il funzionamento del meccanismo sarebbe stato il rapporto di fiducia instaurato dai falsi promotori finanziari con le vittime, appartenenti a fasce d’età comprese tra i 20 e gli 85 anni, molte delle quali avrebbero investito risparmi, pensioni o somme ottenute tramite prestiti.
Le indagini hanno rivelato un vero e proprio schema Ponzi diffuso in numerose province italiane, tra cui Ancona, Roma, Milano, Palermo, Napoli, Torino e Bari. Il sistema si autoalimentava grazie al passaparola e ai social network, trasformando gli stessi investitori in promotori, incentivati con compensi legati al numero di nuovi clienti reclutati e alle somme versate.
