Scoperta nuova via migratoria delle balene grazie al monitoraggio di una balena blu pigmea.
Le balene blu pigmee affrontano varie minacce, tra cui le collisioni con navi in tratte commerciali, l’inquinamento acustico e l’aumento delle temperature marine. Malgrado fossero già state taggate in passato, questa è stata la prima volta che sono stati utilizzati droni per effettuare il tagging. Precedentemente, i ricercatori usavano aste in fibra di carbonio o pistole ad aria compressa, che obbligavano a avvicinarsi a meno di 10 metri dall’animale. L’uso dei droni consente invece di taggare le balene da una distanza di circa 300 metri, riducendo il disturbo per questi mammiferi marini.
Il team ha utilizzato un tag conosciuto come “tag limpet”, progettato per essere trasportato facilmente dal drone senza recare danno all’animale. Quando applicato, il tag misura profondità, posizione e temperatura dell’acqua. L’operazione di tagging richiede tempismo e precisione; i ricercatori hanno solo due secondi per rilasciare il tag dopo che la balena espelle l’acqua.
La preparazione è stata meticolosa, poiché ogni tag ha un costo di circa $5.500 e il team aveva solo quattro unità a disposizione. Per questo motivo, hanno iniziato esercitandosi al suolo, lasciando cadere il tag in una scatola collocata nel centro di un campo da calcio.
