Scienziati creano un sistema d’allerta per la malaria in Amazzonia grazie ai dati minerari.
La somministrazione di un nuovo farmaco a dose singola, chiamato tafenoquine, a circa 1.150 Yanomami, ha permesso di ridurre il rischio di reinfezione. Il Ministero della Salute ha riferito che il numero delle reinfezioni è diminuido del 61,9% tra marzo e giugno 2026. “Questa innovazione semplifica il trattamento e aumenta l’aderenza, specialmente in comunità difficili da raggiungere, come quelle indigene”, ha affermato il ministero.
In un’email, il Ministero della Salute ha segnalato che non ci sono stati decessi da malaria nel primo semestre del 2026 e ha triplicato il numero di agenti sanitari, riaprendo sette strutture sanitarie nel territorio Yanomami dal 2023. Nonostante ciò, alcuni minatori illegali sono rimasti nella regione, rifugiandosi più a fondo nella foresta. Le comunità affrontano ancora sfide nell’accesso alla diagnosi e al trattamento della malaria, spesso percorrendo fino a sette ore per raggiungere aiuto sanitario.
Waihiri ha espressto le sue preoccupazioni riguardo un possibile ritorno di un governo anti-indigeno alle prossime elezioni presidenziali: “Ho paura che la situazione torni a essere quella di prima, simile a quanto vissuto sotto Bolsonaro. È un ricordo vivido per me, poiché ho assistito a molte sofferenze tra il popolo Yanomami.”
Fonti:
– Ministero della Salute del Brasile
– Harvard T.H. Chan School of Public Health
– PLOS Neglected Tropical Diseases
– MapBiomas
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