Referendum costituzionale: le ragioni del “Sì” e del “No”. Il voto dei fuori sede
In vista del referendum sulla giustizia, cresce l’attenzione sul voto dei cittadini fuori sede. Secondo i dati più recenti, tremila siciliani voteranno in Sicilia, mentre oltre 12 mila lo faranno oltre lo Stretto, registrandosi come rappresentanti di lista per poter esprimere la propria preferenza pur essendo lontani dal Comune di residenza.
Questa possibilità nasce dalla legge elettorale, che non consente normalmente il voto a distanza, ma permette ai rappresentanti di lista di votare nel seggio in cui sono accreditati. Così, partiti e comitati referendari hanno trovato un varco legale che consente a una quota simbolica di cittadini di partecipare alle urne, evitando spostamenti e costi eccessivi.
La mobilitazione ha coinvolto diverse categorie di cittadini:
Circa il 50% sono siciliani fuori sede, residenti in Comuni distanti dai poli universitari o dalle città di lavoro.
Il 40% sono lavoratori, tra cui insegnanti precari, medici in servizio nelle isole minori e professionisti con domicilio in altre Regioni.
Il 10% restante comprende turisti presenti nell’Isola durante i giorni di apertura dei seggi, desiderosi di partecipare al voto.
Per quanto riguarda i numeri, le richieste raccolte dai partiti e dai comitati referendari sono consistenti: al Pd si contano circa 1.100 richieste, al Movimento 5 Stelle circa 1.000, ad Avs 600, mentre alla Cgil, che raccoglie le richieste dei comitati per il No, 462.
La mobilitazione organizzata
L’iniziativa è partita da Avs come forma di protesta per il mancato riconoscimento del voto ai fuori sede, e successivamente è stata accolta anche da Pd, Movimento 5 Stelle e dai comitati per il No. Le piattaforme online e la diffusione sui social hanno contribuito a creare un vero e proprio tam tam digitale, che ha permesso di raccogliere rapidamente le richieste.
Oltre ai siciliani residenti fuori dall’Isola, si registrano numeri significativi anche tra coloro che vivono oltre lo Stretto e vogliono evitare costi elevati per rientrare in Sicilia. Milano, Roma, Bologna e Firenze sono tra le città con il maggior numero di siciliani che hanno compilato i moduli online. Tra questi ci sono anche studenti universitari, insegnanti precari e persone sottoposte a cure mediche in ospedali del Centro-Nord.
Le ragioni della partecipazione fuori sede
La possibilità di votare come rappresentante di lista ha assunto un valore simbolico e pratico:
Permette di esprimere la propria preferenza senza dover sostenere spostamenti onerosi.
Agevola la partecipazione dei lavoratori e studenti fuori sede, spesso impossibilitati a rientrare nel Comune di residenza per motivi di lavoro o studio.
Rappresenta una forma di mobilitazione civica e politica, poiché i partiti di opposizione hanno sostenuto questa iniziativa per aumentare la presenza al voto dei cittadini più lontani dai propri seggi.
In totale, si stima che saranno almeno 15 mila le persone coinvolte in questa operazione tra siciliani residenti altrove e cittadini non siciliani che hanno richiesto di votare in Sicilia come rappresentanti di lista.
