Parco Uditore senza acqua e senza fondi: il futuro appeso a un filo
A distanza di nove anni dalla firma della convenzione, gli immobili non sono ancora stati consegnati né riqualificati. Nonostante ciò, la cooperativa continua a garantire cura e apertura del parco grazie all’impegno di dieci persone, tra dipendenti e volontari.
Il rischio chiusura è però concreto: senza fondi non è possibile mantenere l’accesso gratuito come avvenuto fino ad oggi. I dipendenti e volontari hanno lanciato un appello sui social, denunciando l’assenza di risposte da parte delle istituzioni e l’incertezza sulle risorse regionali per il 2026.
Gli ultimi due anni hanno visto contributi parziali: 200mila euro l’anno prima, 100mila euro lo scorso anno. Al momento, però, non è confermata alcuna cifra per quest’anno.
Interruzione della fornitura idrica e conseguenze
La situazione si è aggravata il 20 febbraio, quando l’Amap ha interrotto l’erogazione dell’acqua nel parco. Valentina Marchione della cooperativa racconta: “Da un giorno all’altro non c’era più acqua potabile nelle fontanelle, costringendoci a chiudere l’unico servizio igienico pubblico presente. Migliaia di utenti quotidiani hanno subito disagio”.
Questo episodio evidenzia come la mancanza di risorse metta a rischio la fruizione pubblica e la funzionalità minima del parco, vero polmone verde in una zona fortemente urbanizzata.
