Palermo, ospedale Ingrassia verso la chiusura per tre anni: allarme dei sindacati

Palermo, ospedale Ingrassia verso la chiusura per tre anni: allarme dei sindacati

PALERMO – L’ospedale Ingrassia di Palermo si prepara a una lunga fase di lavori che potrebbe comportare la chiusura del presidio per almeno tre anni. I cantieri partiranno nel 2027, ma tra medici, infermieri e operatori sanitari cresce la preoccupazione per il futuro dei reparti, del pronto soccorso e dei servizi destinati ai pazienti. L’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso, ha convocato i sindacati per mercoledì 11 novembre, con l’obiettivo di affrontare le criticità legate alla ristrutturazione della struttura.

A riferire della convocazione è l’ANSA, che riporta le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali del comparto sanitario.

Ospedale Ingrassia, lavori dal 2027 per almeno tre anni

Il presidio ospedaliero palermitano sarà interessato da importanti interventi di ristrutturazione ed efficientamento.

Secondo le informazioni comunicate dai sindacati, i cantieri prenderanno il via nel 2027 e avranno una durata prevista di almeno tre anni.

La prospettiva di una chiusura così prolungata solleva interrogativi sulla continuità delle prestazioni sanitarie e sull’organizzazione dell’assistenza durante il periodo dei lavori.

Le organizzazioni sindacali non contestano la necessità degli interventi, ma chiedono di conoscere in anticipo come saranno gestiti i servizi e dove verranno trasferite le attività ospedaliere.

Pronto soccorso e rianimazione: quali reparti saranno trasferiti?

Il principale nodo riguarda il destino dei reparti considerati strategici per l’assistenza sanitaria.

Le sigle sindacali chiedono chiarimenti sulla ricollocazione del pronto soccorso, dell’Anestesia e rianimazione, dell’Unità di terapia intensiva coronarica (Utic) e delle attività ambulatoriali.

In particolare, vogliono «sapere dove verranno ricollocati i reparti strategici, l’attività ambulatoriale e i servizi di emergenza-urgenza come il pronto soccorso, l’Anestesia e rianimazione, l’Utic, per tutta la durata dei lavori, al fine di scongiurare gravi disagi per l’utenza e un pericoloso allungamento delle liste d’attesa».

Il timore è che la chiusura del presidio possa incidere sull’accesso alle cure e aumentare la pressione sulle altre strutture ospedaliere palermitane.

Al momento, nelle informazioni diffuse, non sono indicate le sedi nelle quali saranno trasferiti i servizi.

I sindacati: «Profonda preoccupazione»

A sollevare il problema sono Cimo, Aaroi Emac, Fvm, Anaao Assomed, Fials, Uil Fpl, Nursing Up e Nursind.

Le organizzazioni avevano già inviato una nota per manifestare «profonda preoccupazione per la prossima chiusura del presidio ospedaliero Ingrassia finalizzata all’esecuzione di importanti e necessari lavori di ristrutturazione ed efficientamento della struttura».

Come riferisce l’ANSA, alla base dell’allarme c’è soprattutto l’assenza di comunicazioni ufficiali dettagliate sulle tempistiche e sulla gestione dei servizi durante il cantiere.

Per i rappresentanti dei lavoratori è fondamentale conoscere il piano organizzativo prima dell’avvio degli interventi.

Preoccupazione anche per medici, infermieri e lavoratori degli appalti

La questione riguarda anche il futuro del personale impiegato all’Ingrassia.

I sindacati chiedono garanzie per medici, infermieri, operatori sanitari e dipendenti amministrativi, oltre che per i lavoratori delle aziende esterne che gestiscono alcuni servizi.

Tra questi figurano gli addetti alle pulizie, alla mensa e alla vigilanza.

Le organizzazioni vogliono sapere come saranno distribuiti i dipendenti durante il periodo dei lavori e quali soluzioni verranno adottate per garantire la continuità occupazionale e organizzativa.

L’11 novembre il confronto con l’assessore Caruso

Il primo appuntamento per affrontare la situazione è fissato per mercoledì 11 novembre, quando l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso incontrerà le rappresentanze sindacali.

L’incontro sarà l’occasione per chiedere risposte sui tempi della chiusura, sulla ricollocazione dei reparti e sulle misure necessarie a garantire l’assistenza sanitaria ai cittadini.

Secondo quanto riportato dall’ANSA, le organizzazioni sindacali ritengono prioritario evitare che i lavori, pur necessari, possano tradursi in una riduzione dei servizi o in un aggravamento delle liste d’attesa.

La ristrutturazione dell’ospedale Ingrassia rappresenta un intervento importante per la struttura, ma il nodo principale resta la gestione dei prossimi tre anni: dove saranno curati i pazienti e come verranno organizzati i servizi durante la chiusura?

Le risposte sono attese dal confronto tra Regione e sindacati dell’11 novembre.

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